Polonia – Italia : per gli Azzurri dentro o fuori

Italia_Bernardeschi

Allo “Stadion Slaski” Italia e Polonia, entrambe ad un punto nel Gruppo 3 della Serie A di Nations League, si giocano uno spareggio per non retrocedere in Serie B. Segnali positivi per gli azzurri ma a Chorzow i padroni di casa faranno di tutto per vincere.

La sconfitta in casa della Polonia con il Portogallo può essere una buona notizia per l’Italia. I lusitani corrono ad ampie falcate verso le Final Four di Giugno, dove si giocherebbero il titolo con le vincitrici degli altri gruppo, ma francamente nessuno avrebbe creduto in un’Italia al livello dei campioni d’Europa in carica.

L’obiettivo realistico per gli azzurri è evitare la retrocessione, ma per far questo servirebbe almeno un pareggio con la Polonia, visto che l’ultimo scontro con il Portogallo lo giocheremmo in casa, mentre Lewandowski e compagni dovranno andare a Guimaraes. Di certo vincere ci aiuterebbe a non usare la calcolatrice: la Polonia sarebbe in seria difficoltà, dovendo sperare in una vittoria del Portogallo a San Siro per poi battere gli stessi lusitani. Lo scenario peggiore sarebbe una sconfitta, che relegherebbe l’Italia matematicamente in Serie B da subito, regalandoci un’altra pagina amara dopo la mancata partecipazione a Russia 2018. Per conoscere le previsioni su tutte le partite delle squadre impegnate in Nations League ed ottenere consigli sulle scommesse basta collegarsi a wincomparator.com.

Si chiude una settimana che può essere definita quella della speranza. Il pubblico che a Genova ha assistito ad Italia-Ucraina non ha visto vincere gli azzurri ma li ha visti, dopo tanti mesi, giocare a calcio e creare molte palle gol. Roberto Mancini può lavorare su uno schema che richiederà tempo e meccanismi da oliare, ma che impiega i calciatori più in forma in questo momento. Insigne falso nueve al posto di un nove vero come Immobile, poco incisivo in azzurro, permette a Chiesa e Bernardeschi, non a caso in gol contro l’Ucraina, di invadere gli spazi avversari, e le alternative, in particolar modo Pellegrini, in questo momento convincono. Si è rivisto finalmente un Verratti in grande spolvero, che può avvalersi dei tempi di gioco di Jorginho e, nella fattispecie, di un Barella non tradito dalle emozioni dell’esordio in maglia azzurra.

Il CT può sorridere per la coppia centrale titolare della Juventus, Bonucci – Chiellini, mentre sulle fasce Biraghi e Florenzi, quest’ultimo in serata storta, devono migliorare, in attesa di Criscito, De Sciglio e altri. Non brillante nemmeno Donnarumma che però, al momento, non desta preoccupazioni. Non avere una punta centrale di livello è una novità per la nazionale italiana, ma Mancini fa di necessità virtù.

La Polonia attuale è molto lontana dalla squadra che a suon di gol si è qualificata per i mondiali. L’intensità è scesa e in difesa la squadra concede moltissimo e se l’Italia a Bologna non ne ha approfittato, il Portogallo ha tirato 20 volte verso la porta di Fabianski, che incredibilmente gioca al posto di Szczesny, portiere titolare della Juventus. La difesa centrale formata da Glik e dal giovane Bednarek sembra avere difficoltà, ma dalla cintola in sù la Polonia non ha problemi. A parte Lewandowski, che ha iniziato un’altra stagione a suon di gol nel Bayern Monaco, ci sono Milik e soprattutto Piatek, che sembra trasformare in oro tutto ciò che tocca, non solo nel Genoa, dove con 9 gol in 7 partite è il capocannoniere della Serie A.

Nel campionato italiano, oltre a Szczesny e ai bomber, giocano Zielinski, che ha già segnato nell’1-1 di Bologna pareggiato su rigore da Jorginho, Bereszynski e Linetty della Sampdoria e gli altri portieri Dragowski e Skorupski, che vestono rispettivamente le maglie di Fiorentina e Bologna.

I precedenti tra Italia e Polonia sono abbastanza confortanti. In 15 partite 5 sono state le affermazioni azzurre contro 3 polacche e 7 i pareggi. L’ultima vittoria dei nostri avversari, peraltro in amichevole, risale al 12 Novembre 2003, proprio in mezzo alle disastrose avventure del mondiale di Giappone e Corea e agli Europei 2004 di Portogallo. All’epoca non bastò un gol di Antonio Cassano perché a Varsavia finì 3-1.

Ben più recente l’ultimo successo azzurro, esattamente 8 anni dopo, quando un’Italia che si preparava per l’ottima spedizione che l’avrebbe portata in finale agli Europei del 2012, batteva, sempre in trasferta e in amichevole, una Polonia non ancora sbocciata. Una partita giocata 7 anni fa eppure alcuni dei pilastri attuali erano già in campo: Chiellini, Criscito, Lewandowski, Blaszczykowski e Szczesny, ma ad andare a segno furono Pazzini e Balotelli, quest’ultimo non convocato da Mancini in quest’ultima occasione.

Al di là delle questioni politiche e governative, che imperversano ed incombono sul pallone nostrano, il campo sta rispondendo positivamente a livello di club. Escludendo la Juventus, ormai tra le big d’Europa, Roma, Napoli ed Inter stanno facendosi valere in Champions League. I nostri club hanno ricominciato a muovere il mercato, favoriti anche da una fiscalità “attraente”, e spesso Nazionale e club vanno a braccetto. I tifosi italiani storicamente guardano con attenzione le partite dell’Italia. Riuscirà il nostro movimento calcistico a risorgere come un tempo? La parola spetta, come al solito, al campo.

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