Pennetta contro Azarenka di fronte a un bivio, Giorgi a difesa dei punti 2012

Un successo convincente e corroborante, per Flavia Pennetta, al primo turno di Wimbledon. Ma il futuro prossimo non le riserva il pendio dolce di una facile risalita verso i piani alti della classifica WTA (in cui è scesa fino alla posizione 166, dopo l’infortunio e il tribolato 2012/2013).

Flavia Pennetta tennisIl 2° turno contro Victoria Azarenka lascia poco spazio all’immaginazione, e solo qualche briciolo di speranza. E allora, se le cose non dovessero migliorare nei prossimi mesi, nella testa della tennista brindisina si fa spazio l’ipotesi del ritiro. “Se a fine 2013, all’età di 32 anni, fossi ancora numero 150, non so se avrei voglia di ritrovarmi a giocare certi tornei”.

Ubaldo Scanagatta, sul suo fortunato blog Ubitennis, rilancia l’ipotesi suggestiva di un ruolo dirigenziale nel tennis italiano per Flavia Pennetta, immaginando per lei un posto da direttore tecnico FIT.

Quel che è certo è che sarebbe un peccato lasciar cadere il patrimonio di esperienza umana e professionale, il bagaglio di competenza tennistica internazionale di un gruppo di atlete che hanno raccolto molti successi, sebbene non per forza di cose maturati su una base “italiana” (in quanto si sono affidate alle cure di coach stranieri, e prevalentemente spagnoli, come Lozano e Urpi).

Ne nominiamo tre che per ragioni di età hanno già imboccato il viale del tramonto, ovvero Francesca Schiavone, Flavia Pennetta, e perché no anche Maria Elena Camerin. (Lasciamo fuori Roberta Vinci, che ha ancora parecchio da dare, nonostante non sia più una ragazzina). Di queste atlete, Pennetta in primis, l’Italia dovrà giovarsi (ovviamente qualora loro ne abbiano voglia) anche quando avranno appeso la racchetta al chiodo. Del loro apporto ci sarà bisogno per costruire una scuola italiana capace di selezionare e formare talenti (“in Italia ognuno insegna alla sua maniera”), piuttosto che costringerli a cercarsi coach stranieri, come hanno fatto appunto le nostre beniamine.

Ovviamente, creare una buona scuola di coach non eviterà casi di “autarchia” che nel tennis femminile sono a dir vero piuttosto frequenti – ovvero i casi di padri/coach, come è già per l’altra tennista italiana (ancora non per molto?) Camila Giorgi (allenata dal padre Sergio). Per un’interessante intervista riguardo alle prospettive di Camila Giorgi, alla querelle legata alla sua nazionalità, e a molto altro, rimandiamo all’interessante intervista realizzata da Spaziotennis.

Sorana Cirstea Wimbledon 2013Nel corso della presente edizione di Wimbledon, “scadono” i punti conquistati da Camila nel 2012. La Giorgi è dunque chiamata a difendere, già a partire dal prossimo match contro la Cirstea (immortalata nella foto qua accanto), i punti ottenuti l’anno scorso (quando tra l’altro estromise Pennetta e Petrova e giunse agli ottavi). Per seguire l’evoluzione delle quote su Wimbledon 2013 Donne, vi rimandiamo alle pagine di Wincomparator. Di certo, sarà dura ma non impossibile ripetersi per la tennista di Macerata, dato che il tabellone le ha riservato un secondo turno contro la romena numero 23 al mondo (e sarà il primo confronto ufficiale tra le due tenniste).

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